Il divieto arriva proprio quando gli operatori dell’organizzazione stanno ricevendo denunce di ulteriori attacchi in una delle aree in cui operava abitualmente. Le persone che avevano cercato rifugio sulle colline di Chebongweny, hanno riferito a Msf che dieci giorni fa alcune guardie forestali hanno bruciato le loro case, i rifugi, le riserve di cibo, le coperte nonché la struttura medica, facilmente identificabile come quella di Msf, dove molte persone avevano trascorso la notte in cerca di sicurezza e riparo. "Attaccare intenzionalmente le strutture mediche e ostacolare le organizzazioni umanitarie nel proprio lavoro, sia durante un conflitto che nei periodi di instabilità, sono gravi atti proibiti dalla Convenzione di Ginevra", aggiunge Michalski. "Questo attacco mostra ancora una volta come la popolazione civile del Monte Elgon sia la prima vittima di questo conflitto e abbia disperato bisogno di aiuto. Msf chiede alle autorità l’annullamento delle attuali restrizioni, in modo che possa continuare a fornire assistenza umanitaria alla popolazione del Monte Elgon, come ha sempre fatto in modo neutrale ed imparziale". Dall’agosto 2006, la popolazione civile del Monte Elgon è rimasta intrappolata nel conflitto tra il Sabaot Land Defence Force, un gruppo che ha preso le armi in seguito a un’allocazione delle terre da loro giudicata ingiusta, e le autorità kenyote.