MAFIA: LIBERA, COLPITO UN AGRICOLTORE SU TRE. INTESA PER TERRE CONFISCATE (2)

Don Ciotti ha annunciato oggi la nascita della "mozzarella della legalità" proveniente proprio dalla Campania. "L’agricoltura è stato il primo settore infiltrato dalla mafia per i suoi affari – ha denunciato don Ciotti -. Poi le mafie hanno esteso i propri interessi ma non hanno abbandonato le campagne". Secondo un rapporto di Confesercenti la cosiddetta agromafia fattura oggi oltre 7,5 miliardi di euro l’anno (su 90 miliardi di euro totali accumulati dalle organizzazioni criminali). Non solo al Sud – come capitato più volte alle cooperative di "Libera Terra" – ma anche al Nord. "Le agromafie sono attivissime anche nei mercati ortofrutticoli del Nord Italia – ha affermato don Ciotti -. A Milano nel maggio 2007 è stata scoperta la presenza di società controllate dalla ‘ndrangheta". Inoltre, le cosche riescono ad intercettare i fonti europei destinati allo sviluppo agricolo del Mezzogiorno, come confermato dal generale Pasquale Ruggero, del comando dei carabinieri "Politiche agricole" che si occupa di antifrode al bilancio comunitario: "Questo tipo di frode è uno degli obiettivi delle mafie più facile per ottenere denaro ‘fresco’ e ‘ripulire’ il denaro sporco al Nord". Per il presidente della Cia Giuseppe Politi il contributo tecnico alle cooperative di Libera attraverso l’accordo "è una conferma di una strategia che ci vede in prima linea nella lotta ad ogni forma di criminalità".