Secondo il sottosegretario al Welfare, “una base condivisa” per una legge sul testamento biologico “c’è, ed è il parere votato all’unanimità due anni fa dal Comitato nazionale di bioetica, Partendo da quella base, e dalla consapevolezza che la legge deve garantire al massimo il principio di precauzione, e che una legge non risolve tutti i problemi, i conflitti, le lacerazioni, una legge forse si può fare”. Roccella ha invece espresso preoccupazione di fronte a due recenti articoli, uno di Umberto Veronesi e l’altro di Stefano Rodotà, che a partire dalla vicenda di Eluana Englaro definivano “non necessaria” una legge sul testamento biologico. “Strano – ha commentato il sottosegretario – da parte di persone che fino a ieri dicevano che c’era un vuoto legislativo in questo ambito”. “Non vorrei – ha aggiunto – che in presenza di una sentenza, come quella della Corte d’Appello di Milano, che apre nuovi spazi interpretativi all’operato dei magistrati, si pensasse che conviene andare su questa strada, invece che riattribuire la funzione legislativa al Parlamento”. (segue)” ” ” “