Delle responsabilità delle multinazionali il Tribunale si occupa dagli anni ’70 a seguito dell’esperienza di Lelio Basso dei Tribunali Russell sull’America Latina nel ’74-’76. "Il capitolo multinazionali precisa Pisani – è ancora oggi aperto perché il diritto internazionale non ne disciplina in modo vincolante la condotta. Ci sono codici di condotta lasciati alla volontà dei singoli Stati di bandiera delle imprese, le quali decidono se adottarli o meno. Questo implica una libertà di azione e un regime di impunità totale da parte delle imprese. Quelle europee, ad esempio, rispettano i codici di condotta nella propria nazione ma non negli Stati cosiddetti ‘meno avanzati’, dove hanno possibilità e potere per seguire i propri obiettivi di profitto. In questo modo raggirano le norme del diritto internazionale". Il verdetto di ieri costituisce dunque "un precedente, così come sono state dei precedenti tutte le sentenze emesse dal Tribunale". "Purtroppo in Italia commenta Pisani – non si ha la percezione e la conoscenza giusta dell’attività del Tribunale in America Latina e Asia. Nonostante sia una realtà italiana è accantonato e sottovalutato". Il motivo? "La cultura italiana non è molto propensa alle questioni di carattere internazionale. Questi temi non interessano".