Il Tribunale permanente dei popoli, organo della Fondazione internazionale Lelio Basso, ha emesso ieri un verdetto a Bogotà, giudicando une trentina di multinazionali europee ed americane "responsabili di violazioni dei diritti civili, politici, economici e culturali delle popolazioni indigene della Colombia". Le imprese transnazionali chiamate a giudizio – insieme ai rispettivi Paesi di provenienza, al governo colombiano e agli organismi finanziari internazionali – operano nel settore agroalimentare (Coca Cola, Nestlè, Chiquita Brands), nel settore minerario (tra cui Drummond, Anglo American, Bhp Billington), nel settore "biodiversità" (tra cui Multifruit S.A, Monsanto, Dyncorp), nel settore petrolifero (tra cui British Petroleum Company) e nel settore servizi pubblici (tra cui Aguas de Barcelona). Lo annuncia oggi al SIR la Fondazione internazionale Lelio Basso, che ha istituito nel 1979 il Tribunale permanente dei popoli, che ha pronunciato finora 35 sentenze su violazioni dei diritti umani in America Latina, Asia e Africa, anticipando denunce e giudizi riconosciuti solo dopo anni (ad esempio il genocidio in Guatemala, la dittatura di Marcos nelle Filippine, le violazioni in Tibet, ecc.). Il verdetto è stato letto ieri a Bogotà dal presidente della Giuria Adolfo Pérez Esquivel, Premio Nobel per la pace. (segue)