Inoltre, aggiungono, "nei pareri delle commissioni parlamentari, si invita il Governo ad introdurre un ulteriore limite ai ricongiungimenti, basato sul reddito, non più ancorato ad un criterio di progressione, ma al numero dei soggetti da ricongiungere. Così solo i nuclei più agiati potranno permettersi di documentare delle risorse economiche di cui spesso è privo anche un cittadino italiano. Non si considera invece che frequentemente la crescita economica di una famiglia straniera comincia proprio grazie ai ricongiungimenti, che consentono all’altro coniuge o ai figli in età da lavoro di trovare a loro volta un’occupazione per contribuire al miglioramento delle condizioni economiche familiari". Le associazioni fanno notare anche "che l’innalzamento dei parametri di reddito prolungherà la separazione forzata fra membri della stessa famiglia, costringendo in molti casi a scelte dolorose". Si pensi, precisano, "a quanto una misura del genere potrebbe incrementare l’aborto, già così diffuso fra le donne straniere". Tra gli altri ostacoli intravisti: "la proposta di eliminare il meccanismo del silenzio assenso per i nulla osta per i ricongiungimenti, misura che riconosceva il "rango superiore" del diritto all’unità familiare rispetto ad altre situazioni/aspettative circa l’ingresso nel paese, snellendo la procedura per l’ottenimento del titolo". (segue)