"Nulla di nuovo". Così padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha commentato al radiogiornale delle ore 14 della "Radio Vaticana" la "Lettera aperta al Papa" pubblicata oggi, a pagamento, sul "Corriere della Sera" nel 40° anniversario della "Humanae Vitae" (25 luglio 1968), l’Enciclica di Paolo VI. Nella "Lettera" viene attaccato radicalmente il documento. Queste "alcune semplici osservazioni" di padre Lombardi: "Anzitutto. I firmatari sono un certo numero di gruppi ben noti per le loro posizioni contestatrici, che non si limitano al solo insegnamento sulla morale coniugale, ma riguardano molti altri argomenti (ad esempio, l’ordinazione delle donne) e si pongono, quindi, da tempo in antitesi con il magistero della Chiesa. Quindi, nulla di nuovo". Padre Lombardi ha sottolineato che "la lunghezza della serie dei gruppi nominati non deve impressionare, poiché si tratta spesso delle diverse sezioni nazionali dello stesso gruppo, e diversi gruppi sono assai poco significativi". Inoltre, "l’accusa più dura, che cioè la posizione cattolica sia causa della diffusione dell’Aids, e quindi di dolore e di morte, ostacolando politiche illuminate di sanità pubblica, è manifestamente infondata". (segue)