"Come giovani che rappresentano le variegate realtà giovanili ecclesiali della Chiesa di Locri, e come voce delle nostre comunità giovanili ecclesiali, esprimiamo il forte disappunto per come si abbandonano quelle importanti iniziative che favoriscono realmente il bene comune", ed in particolare la formazione delle nuove generazioni e degli operatori del sociale, "sentinelle" di "prevenzione e di promozione del nostro territorio". E’ quanto scrive la Consulta diocesana di Pastorale Giovanile della diocesi di Locri-Gerace, in merito alla paventata chiusura del Corso universitario di Servizi Sociali. Per i ragazzi calabresi, "è in gioco l’unica presenza di struttura universitaria di alta formazione per i giovani, nella tanto nominata terra della Locride"; per di più, "si tratta di un corso di studi universitari orientato sia alla professionalizzazione che alla qualificazione di operatori del sociale", in un territorio dove le "emergenze sociali proprie delle popolazioni più deboli e abbandonate" sono "accentuate e palesi". Per il settore locale di pastorale giovanile, si tratterebbe "di dover rinunciare alla formazione, sul territorio stesso, di una classe di operatori agenti di cambiamento e di promozione sociale e culturale, una vera follia! Altre debbono sorgere, con urgenza, altro che dismettere quelle esistenti!".