"Per noi prosegue il porporato – la decisione di ordinare le donne implica un allontanamento dalla posizione comune di tutte le Chiese del primo millennio, ossia non solo della Chiesa cattolica, ma anche delle Chiese orientali e ortodosse". Per questo, "sebbene il nostro dialogo abbia portato a un accordo significativo sull’idea di sacerdozio, l’ordinazione delle donne all’episcopato blocca sostanzialmente e definitivamente un possibile riconoscimento degli Ordini anglicani da parte della Chiesa cattolica". Di qui l’auspicio del proseguimento “di un dialogo teologico fra la Comunione anglicana e la Chiesa cattolica" pur senza nascondersi che "quest’ultimo sviluppo mina direttamente il nostro obiettivo e altera il livello di quanto perseguiamo nel dialogo". Di fronte "ai problemi e alle crisi attuali" della Comunione anglicana il cardinale ha rammentato che "nei momenti critici" della storia della Chiesa d’Inghilterra "siete riusciti a recuperare la forza della Chiesa dei Padri quando quella tradizione era a rischio". "Un recupero di ricchezze presenti nella vostra famiglia", ha concluso, sarebbe oggi "una rinnovata recezione, un nuovo ricorso alla tradizione apostolica in una situazione inedita".