"Un calo preoccupante", perché segnala "una diminuzione reale del tenore di vita, in termini di quantità dei consumi, e anche di qualità". Così Luigi Campiglio, docente di politica economica all’Università Cattolica di Milano, definisce gli ultimi dati Istat, che segnalano un calo reale dei consumi delle famiglie italiane, per la prima volta dal 2002. I dati Istat spiega Campiglo al Sir "fanno riflettere perché il calo dei consumi si è verificato in una fase congiunturale che globalmente è stata positiva, per quanto riguarda il 2006 e il 2007. Ci si domanda cosa succederà adesso, in una fase in cui il clima congiunturale è decisamente sfavorevole a livello internazionale". Anche se, argomenta l’economista, "un calo dei consumi non comporta necessariamente, in linea di principio, una riduzione del tenore di vita, in questo caso lo diventa, non appena si guarda più in dettaglio le modalità con cui i consumi si sono ridotti". A subire, infatti, una drastica riduzione della spesa sono stati per l’Istat beni di sussistenza come i generi alimentari: "Un aspetto decisamente preoccupante", commenta Campiglio, che aggiunge come dai dati Istat emerga che "le famiglie con figli, pur lavorando entrambi i genitori, sono tra quelle che tirano di più la cinghia", con una "diminuzione reale, in termini di quantità e anche di qualità di consumi". (segue)