Un editoriale sul sito scritto da Cristina Simonelli, teologa veronese che vive tra i rom e sinti, invita a "non tacere, perché certi silenzi sono connivenze, certe omissioni sono omertà". Il lavoro "urgente" da fare, secondo la teologa, è di osservare non "loro" ma noi stessi, "come funziona la nostra lettura dei fatti, quali sono le paure che ci abitano, per quale motivo reagiamo così e chi può avere interesse a infuocare e manipolare l’ancestrale paura della diversità". "Non possiamo tacere perché le parole hanno un peso sottolinea Simonelli e formano le coscienze", autorizzando "i gesti violenti che poi diventano, qua e là, pogrom, pestaggi di gruppo, distruzione di povere cose". Nel forum molti lettori portano anche esperienze concrete: le suore Luigine che vivono da 30 anni in un campo nomadi a Torino, il pensionato che ricorda il volontariato con i rom scappati dalla ex Jugoslavia ("tutti si sono organizzati, hanno trovato lavoro e mandato i figli a scuola"), la signora di Pavia che racconta di una famiglia rom alla quale nessuno dà lavoro ("allora come si può pretendere che non rubino?"). Una lettrice da Castelfranco Emilia chiosa: "Anche a me spaventa più un ladro che mi ruba i gioielli dentro casa, piuttosto di un truffatore che legalmente mi porta via la casa, ma questo è un controsenso. Ricordiamo quali sono i veri ladri e che in Italia i ladri di polli pagano per i ladri di case".” ” ” ” ” “