"Insomma, normale attività giornalistica per Bisogni, che il 9 giugno di quest’anno, otto mesi dopo, chiede l’archiviazione del procedimento" si legge nella nota di Meter -. E per il Gip di Siracusa, Vincenzo Panebianco, "si è trattato di un modesto episodio di erronea interpretazione di un accadimento, scusabile maggiormente perché operato da soggetto che comunque, a cagione di una sua meritoria attività di rilievo sociale, è stato più volte soggetto a pressioni e minacce anche pesanti" e che "non ha comportato neanche il pericolo di un serio e rilevante turbamento dell’ordine pubblico". "Per otto mesi – commenta don Fortunato, che in quei giorni ha ricevuto innumerevoli manifestazioni di solidarietà da parte della politica e della società civile – non ho potuto firmare alcun atto pubblico dell’associazione; le energie e le spese sostenute potevano spendersi per la lotta alla pedocriminalità, noi che collaboriamo da anni con giudici e polizia postale. Adesso che il procuratore Serpotta ha trasferito tutto ‘per competenza’ a Siracusa e Siracusa ha archiviato, mi chiedo perché sono stato indagato. E’ da otto mesi che me lo chiedo: perché? Perché questo sterile e inutile accanimento? Quali ragioni per essere indagato, per aver rallentato la mia attività?". "C’è stato un danno conclude … spese, serenità, angoscia. Tutto su un reato inesistente".