"L’ex leader serbo bosniaco afferma Ungaro è il custode di tante verità scomode sugli anni della guerra nella ex Jugoslavia. Un dato di fatto che, probabilmente, ha favorito la sua lunga latitanza, facendogli godere dell’appoggio di quei «poteri forti» che gli hanno permesso di assumere l’identità pubblica del dottor Dragan Dabic. La prima carta di Karadić è stata la rivelazione di una presunta promessa nel 1996 dell’allora plenipotenziario americano, Richard Holbrooke il quale ha prontamente smentito di una sorta di immunità in cambio del suo ritiro dalla vita politica attiva". Questo, dice l’esperto, è "un messaggio chiaro di quello che potrà essere il prosieguo del dibattito dinanzi ad una corte di cui significativamente Karadić ha dichiarato di riconoscere l’autorità, al contrario di quanto avvenuto, ad esempio, per Milosevic". "L’importante", conclude Ungaro, "è che quanto avverrà dietro le quinte non infici la ricerca della verità su fatti tragici che hanno provocato migliaia di vittime civili".