OLIMPIADI: AMNESTY, SITI INTERNET SBLOCCATI MA MANCA ANCORA LIBERTÀ D’ESPRESSIONE (2)

"Al pari del resto del mondo, i cittadini cinesi hanno il diritto di accedere alle informazioni e a esprimersi on line su ogni argomento di legittimo interesse pubblico, diritti umani inclusi. Per questo, Amnesty continua a chiedere alle autorità cinesi di assicurare pieno accesso a internet, in linea con la promessa olimpica relativa alla ‘completa libertà di stampa’ e con gli standard internazionali sui diritti umani", ha proseguito Rife. Diversi giornalisti cinesi sono in carcere per aver postato o cercato su internet informazioni su temi ritenuti politicamente sensibili. Tra questi c’è Shi Tao, che sta scontando una condanna a 10 anni di carcere per aver inviato all’estero messaggi di posta elettronica che sintetizzavano il contenuto di una direttiva del Dipartimento centrale per la propaganda, che dava indicazioni su come i giornalisti avrebbero dovuto trattare il 15° anniversario della repressione di Tiananmen del 1989. Amnesty sottolinea come la decisione delle autorità cinesi di sbloccare alcuni siti Internet sia stata favorita da forti prese di posizione tra cui quella ultima del Comitato internazionale olimpico (Cio), che solo pochi giorni fa aveva autorizzato le autorità cinesi a bloccare Internet. "Quando la diplomazia silenziosa fallisce, è chiaro che una forte pressione pubblica puo’ ottenere un risultato effettivo", ha concluso Rife.