PENA DI MORTE IN LIBERIA: UE, "CASTIGO CRUDELE E VIOLAZIONE DEL DIRITTO ALLA VITA"

"L’Unione europea esprime grande preoccupazione dopo la promulgazione in Liberia di una legge che ristabilisce la pena di morte per taluni crimini": la presidenza di turno del Consiglio Ue interviene a proposito della norma introdotta nel paese africano, il quale aveva abolito il patibolo nel 2005. "La decisione di reintrodurre la pena capitale – afferma la presidenza Ue – è un segnale estremamente inquietante che procede in senso inverso rispetto alla tendenza osservata da diversi anni in Africa e nel mondo". Per tali ragioni l’Ue "riafferma nuovamente la sua opposizione al ricorso alla pena di morte in tutte le circostanze", mentre ritiene che la sua abolizione "contribuisce al rafforzamento della dignità umana e allo sviluppo dei diritti dell’uomo". I Ventisette considerano ogni forma di esecuzione come un "castigo crudele e inumano e una violazione del diritto alla vita. L’Ue ricorda che il carattere dissuasivo di questa pena non è dimostrato e che la sua applicazione rende irreparabili gli errori giudiziari". Tenendo conto che in Liberia nessuna persona è stata giustiziata dal 2000, l’Ue "richiama il governo e il parlamento liberiano ad abolire la pena di morte, nel diritto così come nella pratica".