“È davvero giunto il momento che il Cio metta in pratica i propri valori-chiave della ‘dignità umana’ e dei ‘principi etici universali e fondamentali’, facendo dei diritti umani un nuovo pilastro dei Giochi olimpici”, ha affermato Rife. Amnesty chiede al Cio di "imparare la lezione di Pechino, includendo chiari e misurabili indicatori dell’impatto sui diritti umani in tutte le future valutazioni di candidature all’assegnazione delle Olimpiadi e nei contratti con le città ospitanti". Amnesty ha riconosciuto che le autorità hanno preso alcuni provvedimenti positivi, come lo sblocco di alcuni siti internazionali (tra cui lo stesso www.amnesty.org ) in risposta alle forti proteste dell’opinione pubblica espresse dai giornalisti a Pechino prima dell’inizio dei Giochi. Tuttavia, l’organizzazione per i diritti umani sollecita il governo cinese a estendere completamente il libero accesso a Internet e a "rendere permanenti le regole temporanee introdotte in favore dei giornalisti stranieri in Cina alla vigilia delle Olimpiadi, assicurando che siano applicate davvero e in modo uniforme".