In realtà, prosegue il direttore, "finora non abbiamo mai ricevuto intimidazioni. È capitato, piuttosto, di ricevere delle segnalazioni: insomma ci hanno detto che non guardiamo in faccia a nessuno e andiamo giù duro. Noi, però, anche se non rinunciamo alla denuncia, non scadiamo mai nel pettegolezzo". In poche parole, la giusta denuncia di quanto non va? "Abbiamo scritto ad esempio chiarisce Barbarisi dei lavori in città, ponendo l’accento che ci sono cantieri aperti che non sempre rispettano le norme di sicurezza, cantieri per di più riconducibili a molte ditte di Casal di Principe". Tra gli altri temi caldi trattati, i rifiuti e i costi dei sindacati. La realtà giornalistica di Avellino, assicura il direttore de "Il Ponte", è vivace: "Ci sono quattro quotidiani e cinque televisioni private. In tale contesto noi siamo in una situazione di privilegio perché siamo espressione della diocesi e non di un partito politico, perciò siamo liberi di dire la verità, ma al tempo stesso questo dà un po’ di fastidio agli altri". "Il Ponte" è uno dei 168 settimanali cattolici aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici): "Noi facciamo parte di un circuito che dà spazio ad un’informazione diversa. Vogliamo favorire il ragionamento, nel rispetto delle persone, andando anche oltre il nostro mondo cattolico per interessare anche altri. Come Pietro, gettiamo le reti".