VIOLENZE IN INDIA: ACS, "NON DIMENTICHIAMO I CATTOLICI DELL’ORISSA"

Un appello "a non essere dimenticati" giunge oggi dai cattolici dell’Orissa, lo stato indiano teatro di violenze anticristiane da parte dei fondamentalisti indù. A darne notizia è, l’Acs, "Aiuto alla Chiesa che Soffre" che ha ricevuto dalla comunità cattolica locale una richiesta di preghiere e di solidarietà anche spirituale. Citando fonti locali, che hanno chiesto di restare anonime, Acs parla di "numerosi altri fatti di violenza che già nelle ultime settimane hanno colpito conventi di suore e abitazioni di famiglie cattoliche, oltre agli attacchi più eclatanti dei giorni scorsi". Una situazione non nuova poiché già nel dicembre 2007 si registrò, nello stesso distretto, una vera e propria "caccia al cristiano" che aveva provocato decine di feriti e 9 morti con 70 tra chiese e sedi religiose distrutte o date alle fiamme; 600, invece, le case di cristiani danneggiate, 5mila le persone coinvolte negli scontri. "Si può quindi dedurre – affermano le fonti Acs locali – che in molte zone dello Stato la strada imboccata sia proprio quella di un fondamentalismo dagli sviluppi imprevedibili, anche per via della quasi totale mancanza di reazione da parte delle forze dell’ordine". Nel bilancio del 2007 Acs riporta che circa 4 milioni di euro hanno sostenuto progetti delle diocesi locali, volti proprio a salvaguardare l’identità delle comunità cattoliche nell’ostile clima sociale e religioso. ” “