"Non mi lascerò intimidire e continuerò a battermi per il rispetto dei diritti delle persone e della legalità". Sbagliava di grosso chi pensava di fermare l’impegno di don Ciro De Marco, 70 anni, parroco della chiesa della SS. Vergine del Suffragio, al confine tra Scafati (Salerno) e Boscoreale (Napoli), appartenente alla diocesi di Nola, incendiandogli, la notte tra il 26 e il 27 agosto, l’auto. La Fiat Panda, in seguito all’incendio, è saltata in aria. Don Ciro, ha un’idea di chi possa aver compiuto un atto del genere? "Penso che siano degli incoscienti che non hanno capo risponde il sacerdote -, non sono dei veri delinquenti che si comportano diversamente". Probabilmente a scatenare il raid contro l’auto di don De Marco è stata una lettera che il parroco ha inviato di recente al ministro degli Interni, Roberto Maroni, ai prefetti di Napoli e di Salerno, ai sindaci, alle forze dell’ordine, lettera nella quale, ci spiega don Ciro, "denunciavo il degrado insopportabile di questa zona" con "gare di moto, spaccio e utilizzo di droga" e "la necessità di intervenire per ridare tranquillità alla zona". La lettera è stata ripresa da alcuni quotidiani e "sono arrivate subito delle proteste: mi hanno chiesto perché ho scritto quelle cose. Io ho risposto che questa è la realtà: o la situazione cambia o continuerò a denunciare. Io non ho paura di nessuno".