” “(Simona Mengascini inviata SIR a Rimini) Nel corso dell’incontro al Meeting sui 60 anni della Costituzione, il senatore a vita Giulio Andreotti, che a 26 anni stendeva a Montecitorio i verbali delle sedute dei padri costituenti, ha ricordato che "l’aspirazione era quella di scrivere una Costituzione che resistesse nel tempo". "Questo lavoro non fu sterile ha aggiunto perché quella carta costituzionale regge ancora il nostro Paese". Per il senatore la Costituzione rimane "il punto di riferimento fondamentale" ed è un "indirizzo morale della politica con la P maiuscola". Nella conferenza stampa che ha preceduto l’incontro Andreotti ha parlato dell’Europa che "ci sembrò un’utopia" e ora "abbiamo molte più cose in comune che molte cose che ci dividono"; passando alla situazione di Russia e Georgia il senatore ha aggiunto che "la fine del bipolarismo sembra spingere all’ingovernabilità" e ha auspicato che si riesca a trovare "un sistema di interscambio mondiale che assicuri un minimo di perequazione". Sul federalismo il senatore ha detto che "il centralismo di Roma" è "intoccabile" ma "occorre trovare un sistema basato su quello che deve essere uguale per tutti e su quello che sono le specificità".” “