Per Cappelletti, "oggi la conoscenza è asservita a strategie produttive ed economiche dalle quali viene esclusa l’arte di pensare e vengono escluse le conquiste di nuclei di teoricità". "La scienza è ad altissimo rischio di dimenticanza", ha aggiunto, ed a questo ci si può opporre creando "una società della ricerca che attinga alla fecondità del pensiero". Cappelletti ha anche fatto riferimento al paradigma meccanico che ancora oggi ingabbia la scienza: possiamo spiegare la vita in termini di meccanicità e probabilità? La vita è "un ordine formidabile", la probabilità che si formi un solo gene a partire da "molecole nucleotidiche" è dell’ordine di uno a dieci elevato alla millecinquecentesima, è cioè "più probabile che si formi un jet a partire dalla spazzatura!". Un altro punto di riflessione proposto ha riguardato l’informazione, che "possiede caratteristiche straordinarie, è indipendente dalla materia, non ha inerzia". Il relatore ha concluso invitando "a costruire comunità di pensiero, a pensare insieme". I lavori riprenderanno nel pomeriggio con Giuseppe Acocella, Achille De Nitto e Renato Balduzzi, che tratteranno rispettivamente i temi: "Democrazia e morale comune", "Coscienza religiosa e virtù pubblica", "Sessant’anni di Stato costituzionale laico, non laicista".