"Occorre attribuire ai termini significati condivisi quale base indispensabile per il dialogo": lo ha sottolineato, stamattina Vincenzo Ferrari, intervenendo al IX Corso dei Simposi rosminiani, in corso a Stresa, con una relazione sul tema "Alcune tesi sulla laicità". Diversi gli aspetti trattati da Ferrari: "la laicità quale condizione della polis, la libertà di coscienza, i dilemmi in caso di conflitto di interessi". Su questo punto Ferrari ha parlato "di definizione di vantaggi e svantaggi", "di diritti e di doveri" e si è posto la domanda "chi deve decidere?", e se la decisione deve essere a maggioranza "quest’ultima deve essere libera e informata". "In Italia ha osservato – siamo agli ultimi posti nel mondo in quanto a libertà di informazione" e quindi si assiste ad una "debolezza cruciale del diritto". Nel suo intervento Vincenzo Cappelletti ha parlato de "La società della conoscenza e la comunità del pensiero". Per Cappelletti il richiamo alla scienza ha prospettive di grande ricchezza, si tratta di definire in ogni situazione una ragione scientifica: "da dove si parte?", "cosa si assume come vero?". Quanto Ferrari si è dimostrato preoccupato per la condizione del diritto, Cappelletti per la condizione della cultura: "Si lavora per distruggere la cultura, la società della conoscenza è orientata a compiti brutalmente operativi e tecnologici". (segue)