Soffermandosi sulle "caratteristiche principali" dell’apostolo secondo San Paolo, Benedetto XVI ha fatto notare che la prima è di avere "visto il Signore", cioè di "avere avuto con lui un incontro determinante per la propria vita". E’ il Signore, infatti, che "costituisce nell’apostolato, non la propria presunzione, e quindi è a lui che bisogna concretamente rapportarsi". In secondo luogo, apostolo significa "inviato, mandato", cioè "ambasciatore e portatore di un messaggio", che "deve agire come incaricato e rappresentante di un mandante". Per questo, ha spiegato il Papa,san Paolo si definisce "apostolo di Gesù Cristo", cioè "suo delegato, posto totalmente al suo servizio, tanto da chiamarsi anche servo di Gesù Cristo": "da lui secondo san Paolo si è ricevuta una missione da compiere in suo nome, mettendo assolutamente in secondo piano ogni interesse personale". Il terzo requisito dell’apostolo è "l’esercizio dell’annuncio del Vangelo, con la conseguente fondazione di Chiese", che rende gli apostoli "collaboratori di Dio". (segue)