Una riflessione sul tema della "giustizia sanitaria". A proporla oggi al convegno dell’Associazione teologica italiana per lo studio della morale (Atism), sul tema "Carità e giustizia per il bene comune" (Montesilvano, Pescara, 8-11 settembre), è stato il teologo Andrea Vicini, della Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. "All’interno di una visione di società che ritiene possibile il bene comune e che si propone di precisarlo per poi realizzarlo", ha detto Vicini, è necessario riflettere sulla "giustizia sanitaria". "Cosa significa giustizia nella sanità?", ha domandato Vicini. Innanzitutto, "la necessità di evitare che il sistema sanitario discrimini a seconda delle condizioni economiche di partenza". In secondo luogo, introdurre "un criterio etico congruente con il bene comune, con l’opzione preferenziale per gli ultimi", insieme a "un’attenzione alle risorse da distribuire". Per Vicini, la "dinamica etica sanitaria" consta di "tre elementi caratterizzanti: prendere atto delle risorse disponibili e valorizzarle; mettere a disposizione queste risorse con carità gratuita e giustizia; promuovere una gestione responsabile unita al rendere conto". Responsabilità significa rispondere "eticamente ed economicamente".