"Non dimenticare l’orrore di quel tragico attentato che ha segnato la vita di migliaia di persone e ha costituito un punto di non ritorno nella nostra epoca", e "impegnarsi sempre più sulla via dell’incontro e del dialogo": così mons. Matteo Zuppi, assistente ecclesiastico della Comunità di Sant’Egidio, spiega al SIR il significato della veglia di preghiera in memoria delle vittime del terrorismo che si terrà questa sera a Roma nella basilica di Santa Maria in Trastevere (ore 20.30), nel settimo anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle. Per mons. Zuppi quell’attacco terroristico, "che è in qualche modo anche il simbolo di tutti gli attentati che hanno colpito e continuano a colpire vittime innocenti a causa del fanatismo", rappresenta "un monito: se il terrorismo fondamentalista vuole inchiodarci nella paura, il ricordo ci deve spingere ad intraprendere con sempre maggiore coraggio e convinzione la via dell’incontro, del dialogo e della convivenza, l’unica capace di disarmare le mani e i cuori". Questa ferita potrà mai rimarginarsi completamente? "Come per tutte le ferite, una cicatrice rimarrà per sempre; l’unico modo per superarla è accettare la sfida del dialogo, enorme ma fondamentale perché è la sola possibilità per lasciare ai nostri figli un mondo meno diviso". ” ” ” ” ” “