E’ alta la percentuale di chi nutre ancora speranza nei confronti della politica (30%). Una speranza non accompagnata da altrettanta fiducia (15%), ma che è il segno, secondo le Acli, "di un’aspettativa alta nei confronti di chi oggi governa il Paese". Passando dai sentimenti ai comportamenti, il 18% degli intervistati dichiara di non interessarsi di politica, mentre 6 italiani su 10 dichiarano di tenersi informati sulle vicende politiche. E dove si parla di politica? Soprattutto in famiglia (38%) oppure al lavoro (15%). Le parole tradizionali della politica lavoro, libertà, pace perdono la loro connotazione originaria. Non sono cioè per la maggior parte degli italiani "né di destra né di sinistra". I consueti vocabolari e armamentari retorici appaiono sempre più insufficienti. La parola più marcata ideologicamente è "federalismo", che è "di destra" per il 55% degli italiani. A destra anche la sicurezza (40%), l’identità (32%), la famiglia (31%) e la legalità (29%). Dall’altra parte, uguaglianza (38%), solidarietà (33%) e partecipazione (31%) rimangono le parole che caratterizzano di più la sinistra. La semplificazione del quadro politico seguita alle ultime elezioni è stata "salutare" per il 40% degli intervistati, mentre per il 30% si è trattato di un impoverimento del pluralismo politico. (segue)