ITALIANI E POLITICA: OLIVERO (ACLI), "NO A UNA DEMOCRAZIA SENZA VALORI" (2)

"Se di crisi delle ideologie si deve parlare, o addirittura di una loro fine, pensiamo che le ricadute sulla democrazia, sulle sue istituzioni e sulle sue pratiche vadano misurate con estrema cura", ha aggiunto Olivero. Bisogna insomma "separare le sorti della democrazia da quelle delle ideologie. Come a dire: distinguere il dominio dei valori da quello della provvisorietà e fallibilità dei nostri ‘costrutti’, anche mentali, di cui ci dotiamo per realizzarli". Dunque, "dopo le ideologie rimane la democrazia dei valori condivisi, da ricercare pazientemente al di là degli steccati antichi e nuovi, e tuttavia con la volontà di costruire quadri di riferimento riconoscibili, anche nelle loro differenze". Perché, osserva il presidente delle Acli, "se Destra e Sinistra vanno ripensate, ciò andrà fatto per affinarne le diversità, piuttosto che per riesumare schemi oppositivi del passato, che non consentono alla politica di fare presa sulla realtà, sulla vita delle persone, sui bisogni e desideri che ne definiscono il senso e la progettualità. Ma anche per non annegare la democrazia in un’in-differenza e in un cinismo pragmatistico, senz’anima". "Distinguere secondo assi valoriali e risposte concrete ciò che da due secoli a questa parte chiamiamo Destra e Sinistra" è, per Olivero, "un esercizio di responsabilità" per "garantire il confronto e la dialettica democratica". (segue)