"La crisi delle ideologie, qualunque sia il suo grado di gravità e irreversibilità, non può approdare ad una democrazia senza valori". Lo ha affermato, oggi pomeriggio, Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli, aprendo i lavori del 41° Incontro nazionale di studi (in corso a Perugia fino al 13 settembre) sul tema "Destra e Sinistra dopo le ideologie. Dalla democrazia rappresentativa alla democrazia d’opinione". Per Olivero, la domanda che sta più a cuore è: "Quale modello di democrazia per il XXI secolo?". Infatti, non si può non tener conto che "oggi la democrazia è incalzata da nuove e imprevedibili sfide", come il farsi strada nella società di un’insidia "pericolosa", "quella dell’alternativa tra politica e antipolitica che rischia di confondere in un giudizio sommario l’intera classe politica di entrambi gli schieramenti in nome di un sostanziale qualunquismo: ‘sono tutti uguali!’". Un altro elemento di novità del nostro tempo sta "in quel processo di mediatizzazione dello spazio politico che fa della piazza, del Parlamento e dei media un unico sfondo integratore, una sola agorà globale, una narrazione pubblica unitaria e indifferenziata, dove conta soltanto il relativismo e la babele delle opinioni e non più la condensazione delle rappresentanze, ossia di associazioni come le Acli, o come i sindacati, o i partiti politici e perfino la Chiesa". (segue)