La vicenda abruzzese, afferma Mecca, "pone di nuovo al centro la questione morale nel suo rapporto con la politica, ovvero il ruolo dei politici che dovrebbero operare nell’interesse dei cittadini e non già di se stessi o delle lobby. La questione morale, va al di là di quella legale, perché tutto ciò che è lecito non è detto che sia moralmente corretto. Nel nostro caso, ad esempio, finanziare le cliniche private, per servizi che possono essere assicurati da un’efficiente sanità pubblica, di per sé è legale, ma risulta un atto immorale, a prescindere da eventuali tangenti o scambi di favore tra politici e imprenditori". Secondo Mecca, "la questione morale, nella politica, pone l’esigenza di alcune regole che consentano una verifica-valutazione dell’operato dei politici, in ordine alla fedeltà al proprio elettorato e al proprio partito, alle scelte indirizzate al bene comune, alla concretezza del proprio operato". Da qui l’auspicio che una "nuova classe dirigente" possa "riconquistare la fiducia dei cittadini abruzzesi e ridare speranza ad una Regione sfigurata".