"L’aborto, nell’applicazione delle politiche per la pianificazione familiare, viene legittimato dalla risoluzione. Tutto ciò, in contraddizione con i diritti umani, con la dignità della madre e con il dovere di sostenere lo sviluppo dei Paesi cui la risoluzione si rivolge". E’ il giudizio di mons. Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia della Vita, alla risoluzione del Parlamento europeo sul miglioramento della salute materno-infantile, approvata il 4 settembre scorso in vista di un in incontro in programma il 25 settembre presso la sede dell’Onu sul tema degli "Obiettivi di sviluppo del Millennio". "Per raggiungere l’obiettivo di ridurre la mortalità materna spiega mons. Sgreccia in un’intervista questa sera su Sir Europa (old.agensir.it) – la risoluzione propone alcune linee pienamente condivisibili", tra cui "la richiesta di maggiori investimenti ed impegni per migliorare le risorse umane destinate alla salute", la richiesta che "sia garantita nei programmi sanitari nazionali l’esecuzione del test dell’Hiv prima e durante la gravidanza, vengano garantite le terapie antiretrovirali per le donne incinte, si incrementino gli sforzi per l’alfabetizzazione e l’istruzione senza discriminazioni, venga introdotto il divieto di pratiche nocive alla salute materna, come le mutilazioni genitali. Mentre su altri punti c’è ambiguità e dissenso da parte nostra". (segue)