Per gli italiani post-ideologici tutt’altro che disinformati sulle questioni politiche (il 70% segue il dibattito pubblico) le soluzioni per i problemi dell’Italia potrebbero trovarsi più facilmente nel dialogo tra maggioranza e opposizione. E’ in questo gruppo che si colloca la maggioranza dei cattolici praticanti (53%). Ma le culture politiche tradizionali non sono del tutto scomparse. Un terzo dei cittadini (32%) si radica in due aree molto schierate dal punto di vista ideologico, manifestando orientamenti di destra (17%) e di sinistra (15%) antitetici. Lo zoccolo duro della sinistra italiana è formato da persone che hanno votato in maggioranza il Pd. Le convinzioni ideologiche contano per questi elettori, che ritengono l’aggancio ai valori un elemento determinante ai fini delle proprie determinazioni politiche (+9% rispetto al campione). A differenza dell’area post-ideologica, però, la dimensione etica rimane saldamente nell’alveo di una grande narrazione collettiva. Le parole d’ordine della politica continuano a funzionare: uguaglianza, solidarietà, pace, lavoro e partecipazione sono invariabilmente di sinistra, come del resto tutto il lessico politico, appannaggio completo della propria "parte". Il sentimento prevalente di questi cittadini "schierati" è in questo momento la rabbia (+22% rispetto al campione) nei confronti della politica. (segue)