"All’origine di tutte le cose deve esserci non l’irrazionalità, ma la Ragione creativa; non il cieco caso, ma la libertà". Lo ha detto il Papa, che nella parte finale del discorso al mondo della cultura ha fatto notare che "la cosa nuova dell’annuncio cristiano è la possibilità di dire ora a tutti i popoli: Egli si è mostrato". Ma questo "non è un fatto cieco", bensì "un fatto ragionevole", che ha bisogno dell’"umiltà della ragione" per essere accolto, dell’ "umiltà dell’uomo che risponde all’umiltà di Dio". Di qui la perenne attualità dell’annuncio cristiano, il cui "schema fondamentale" si trova nel discorso di san Paolo all’ Areopago, e l’analogia, "pur nella differenza", tra la "nostra situazione di oggi" e quella che incontrò san Paolo ad Atene: "Le nostre città ha concluso il Papa – non sono più piene di are ed immagini di molteplici divinità. Per molti, Dio è diventato veramente il grande Sconosciuto. Ma come allora dietro le numerose immagini degli dèi era nascosta e presente la domanda circa il Dio ignoto, così anche l’attuale assenza di Dio è tacitamente assillata dalla domanda che riguarda Lui".” ” ” “