"Una cultura meramente positivista che rimuovesse nel campo soggettivo come non scientifica la domanda circa Dio, sarebbe la capitolazione della ragione, la rinuncia alle sue possibilità più alte e quindi un tracollo dell’umanesimo, le cui conseguenze non potrebbero essere che gravi. Ciò che ha fondato la cultura dell’Europa, la ricerca di Dio e la disponibilità ad ascoltarlo, rimane anche oggi il fondamento di ogni vera cultura". E’ il forte ammonimento con cui il Papa ha concluso oggi l’atteso discorso al mondo della cultura, pronunciato al Collège de Bernardins. Due i riferimenti che hanno attraversato tutto il discorso: la "cultura monastica" e gli scritti di san Paolo, entrambi orientati al "Quaerere Deum", al "mettersi alla ricerca di Dio": il vero "atteggiamento filosofico", che consiste nel "guardare oltre le cose penultime e mettersi in ricerca di quelle ultime, vere". E proprio il "Quaerere Deum" ha collegato idealmente l’inizio e la fine del discorso papale. "Nella confusione dei tempi in cui niente sembrava resistere, essi volevano fare la cosa essenziale: impegnarsi per trovare ciò che vale e permane sempre, trovare la Vita stesa", ha detto Benedetto XVI riferendosi alla "natura del monachesimo occidentale". "Quaerere Deum cercare Dio e lasciarsi trovare da Lui: questo è oggi non meno necessario che in tempi passati", ha aggiunto sul finale. (segue)