Alla vigilia della riunione di ottobre, in cui gli Stati membri delle Nazioni Unite decideranno se progredire nel negoziato su un Trattato sul commercio di armi, Amnesty International ha lanciato, oggi, un nuovo, dettagliato rapporto in cui chiede ai leader mondiali di inserire una “norma inderogabile” sui diritti umani: "I governi devono impedire i trasferimenti di armi laddove vi sia il rischio sostanziale che esse possano essere usate per compiere gravi violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario". In vista di tale riunione, alcuni Stati stanno cercando di bloccare, rinviare o annacquare le proposte sul tavolo. “Nonostante il massiccio semaforo verde della maggior parte dei paesi, una piccola minoranza di scettici vuole mantenere l’attuale carneficina e continuare a chiudere un occhio su trasferimenti di armi palesemente irresponsabili, rendendo deboli e inefficaci i controlli nazionali e gli embarghi dell’Onu sulle armi", ha dichiarato Brian Wood, responsabile di Amnesty International per il controllo delle armi. Il rapporto di Amnesty International, "Sangue al crocevia. Perché occorre un trattato globale sul commercio di armi", è il primo esame approfondito sui parametri e l’ambito di applicazione del trattato in fase di discussione. (segue)