Nonostante il 62% degli aiuti dell’Unione europea nel 2006 siano andati all’Africa "c’è stato un leggero calo globale" a livello europeo. Il debito estero internazionale dei Paesi africani ha visto una riduzione dai 205,7 miliardi di dollari del 1999 ai 144,5 miliardi del 2007, ma nello stesso periodo è cresciuto il debito privato africano: da 92,4 miliardi di dollari a 110,2 miliardi. Riguardo al commercio i progressi sono stati "molto limitati", rileva il rapporto, soprattutto a causa dei sussidi all’agricoltura ancora mantenuti da Ue, Usa, Giappone e Canada e al fallimento dei negoziati di Doha. Il segretario generale auspica "una riduzione dei sussidi agricoli e altre riforme commerciali per migliorare l’accesso dei prodotti africani ai mercati". Anche le azioni dei Paesi africani per migliorare le entrate e incrementare la produttività interna devono migliorare: solo 6 Paesi africani hanno raggiunto gli obiettivi indicati dal Nepad. Lo stesso per la richiesta di portare i budget di bilancio destinati alla sanità al 15%: solo 6 Paesi lo hanno fatto. Ban Ki-moon conclude raccomandando ai Paesi africani di "rafforzare i meccanismi per la partecipazione, l’inclusione e l’empowerment di tutti i settori della società".” “