"La fame è aumentata mentre il mondo è diventato più ricco ed ha prodotto più cibo di quanto ne abbia prodotto nell’ultima decade", ha affermato il direttore Generale della Fao, Jacques Diouf. I più colpiti dagli aumenti dei prezzi sono stati "i più poveri, i senza terra e le donne capo famiglia". "Ridurre il numero delle persone che soffrono la fame di 500 milioni nei 7 anni che ci rimangono da qui al 2015 richiederà un impegno enorme e risoluto a livello globale ed azioni concrete", ha affermato. Secondo la Fao i Paesi più colpiti dall’attuale crisi, la maggior parte dei quali in Africa, avranno bisogno di almeno 30 miliardi di dollari l’anno per assicurare la sicurezza alimentare e rilanciare sistemi agricoli troppo a lungo trascurati. "Ridurre l’incidenza della fame a livello mondiale ha precisato Diouf farà migliorare di molto anche le possibilità di raggiungere gli Obiettivi del Millennio relativi alla riduzione della povertà e della mortalità infantile, alla scolarizzazione ed alla salute delle madri. La spesa pubblica per la riduzione della fame è un investimento con una grande contropartita".