"Un’affermazione di misura, non priva di brividi" commenta così il Cipmo, il Centro italiano per la pace in Medio Oriente, la conquista da parte del ministro degli Esteri, Tzipi Livni, della guida di Kadima, il primo partito della coalizione al governo in Israele, apprestandosi così a succedere a Ehud Olmert alla guida del governo. "I risultati definitivi della consultazione interna si legge nel sito del Cipmo – hanno però assegnato a Livni un margine più ristretto di quanto non fosse previsto, o comunque indicato dai sondaggi: il portavoce del partito, Shmuel Dahan, ha annunciato infatti che Livni ha conquistato il 43,1% dei voti, andando dunque oltre la soglia del 40 per cento necessaria per evitare un eventuale ballottaggio, già fissato per il 24 settembre prossimo. Ma lo stesso tetto è stato superato anche dal suo più accreditato avversario Shaul Mofaz, generale a riposo e attuale ministro dei Trasporti, che ha raccolto il 42% delle preferenze". Quella della cinquantenne ex Mossad, "per molti connazionali e non solo una sorta di reincarnazione della leggendaria Golda Meir", è stata dunque "un’affermazione di misura, non priva di brividi". Da oggi per la Livni, avvocato ed ex agente del Mossad, "si apre la strada, assolutamente in salita, per diventare il secondo primo ministro donna di Israele dopo Golda Meir (1969-1974)".