Tra il progetto di "Regole europee" per i minori che delinquono, attualmente in discussione presso il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, e le norme sviluppate dal Comitato per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (Cpt, che ha il compito di esaminare il trattamento cui sono sottoposte le persone private della libertà personale attraverso visite in prigioni, centri di detenzione per minori, commissariati di polizia, centri di permanenza per stranieri e ospedali psichiatrici), "c’è un alto livello di consonanza, tuttavia il Cpt ritiene che la questione della particolare vulnerabilità dei minori in custodia alla polizia dovrebbe essere affrontata in modo più concreto". E’ una delle indicazioni contenute nel 18º rapporto generale reso noto ieri dal Cpt, che fornisce dettagli sulle 20 visite condotte negli ultimi dodici mesi. Il Cpt annuncia l’intenzione di procedere ad "un esame approfondito dell’utilizzo degli apparecchi per l’elettroshock" che, afferma, "presentati in origine come alternativa non letale nelle situazioni in cui risulta necessario l’uso della forza, vengono oggi impiegati" dalle forze dell’Ordine "e nel contesto della detenzione" anche "in circostanze che non ne giustificano l’utilizzo".