Gli emigrati e gli immigrati "non sono degli invasori o dei barbari; la loro diversità armonizzata con le altre diventa ricchezza e patrimonio di tutti". Lo ha detto mons. Lino Belotti, presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, aprendo il convegno che segue un seminario conclusosi oggi a Lione – sul tema "Quale persona? Nella diversità percorsi di condivisione e solidarietà", promosso dalle Missioni Cattoliche Italiane in Europa. "Come italiani ha proseguito – abbiamo vissuto la partenza da una terra per andare altrove dove c’era lavoro. Oggi ci sentiamo a ‘casa’ dove viviamo anche se sentiamo disagio e fatica quando le differenze vengono sottolineate con disappunto". "Abbiamo fatto ha aggiunto il presule un gran lavoro per aggiustarci alle nuove realtà, ma ancora ci dicono di ‘integrarci’, segno che ‘l’assimilazione’ non piace a nessuno e che il cammino di una società interculturale richiede ancora tempo ed impegno". Per il presidente della Cemi è "garanzia di una buona interazione l’essere consapevoli della propria identità occidentale, mediterranea, per un dialogo aperto e consapevole che pone al centro le persone". Secondo il presule, "più le radici sono antiche e profonde, più servono sapienza e dedizione per raccontare le nostre origini e per confrontarle con culture altre che ormai convivono con noi". (segue)