"La chiesa, in quanto edificio della comunità cristiana, costituisce un ‘segno’ che rimanda ad una presenza: compito dei progettisti è quindi quello di cogliere le caratteristiche storiche, umane, religiose di tale comunità per dare vita ad un edificio che le rispecchi a fondo": lo ha detto oggi a Roma, al seminario per il "Progetto Pilota 2008", concorso per nuove chiese, Vittorio Sozzi, responsabile del "Progetto Culturale" della Cei. "La natura del tempio ha ricordato agli architetti convocati mons. Domenico Falco, direttore dell’Ufficio liturgico nazionale è definita dalla celebrazione liturgica e quindi gli spazi debbono favorire e definire le sequenze rituali delle celebrazioni che vi si svolgono". "Le chiese ha invece affermato don Stefano Russo, direttore dell’Ufficio beni culturali ecclesiastici elevano la qualità dell’architettura e del contesto urbano in cui si inseriscono. Capita di sentire che diverse chiese recenti siano ‘brutte’. Si tratta di capire perché la gente le percepisce così e ai progettisti va chiesto di puntare al ‘bello’ evitando scorciatoie, risparmi e stravaganze". Don Giuseppe Russo, direttore del Servizio edilizia di culto, che ha promosso il concorso, ha ricordato che "bisogna puntare al connubio bellezza-liturgia".