Il parto e la gravidanza sono "cause di morte" per circa mezzo milione di donne che vivono nei Paesi in via di sviluppo. E’ quanto emerge dal rapporto "Progressi per l’infanzia" sulla mortalità materna, presentato oggi dall’Unicef. Stando ai dati del rapporto, il 99% dei casi di moralità materna avviene nei paesi in via di sviluppo: l’84% sono concentrati in Africa sub-sahariana e Asia meridionale, con l’India che detiene il record negativo del 22% di casi sul totale mondiale. All’origine di molti decessi materni, si legge nel rapporto, "la mancanza di possibilità di accesso ad un’adeguata assistenza sanitaria, la generale condizione di salute delle donne e fattori sociali come la povertà, le disuguaglianze oppure atteggiamenti culturali spesso ostacolo insormontabile per le donne che vogliono accedere all’assistenza pre e post-parto". Secondo Vincenzo Spadafora, presidente dell’Unicef Italia, "occorre investire e promuovere accordi in materia di informazione", per rendere così le donne più consapevoli le donne degli strumenti a loro disposizione tramite i quali possono conoscere le pratiche di assistenza sanitaria, il ricorso ai servizi sanitari durante la gravidanza e il parto, l’educazione alimentare".