CARD. BAGNASCO: CONSIGLIO PERMANENTE, NO A "FORME MASCHERATE DI EUTANASIA"

"Quel che chiede ogni coscienza illuminata, pronta a riflettere al di fuori di logiche traumatizzanti indotte da casi singoli per volgersi al bene concreto generale, è che – mentre si evitano inutili forme di accanimento terapeutico − non vengano in alcun modo legittimate o favorite forme mascherate di eutanasia, in particolare di abbandono terapeutico, e sia invece esaltato ancora una volta quel ‘favor vitae’ che a partire dalla Costituzione contraddistingue l’ordinamento italiano". Sono le parole del card. Bagnasco dedicate al caso Englaro, affrontato sul finale della prolusione. "La vita umana è sempre, in ogni caso, un bene inviolabile e indisponibile", ha ribadito il cardinale, e la "dignità irriducibile" della persona "non viene meno, quali che siano le contingenze o le menomazioni o le infermità che possono colpire nel corso di un’esistenza". Secondo la Cei si tratta, insomma, di una "consapevolezza non scalfibile da evoluzioni scientifiche o tecnologiche o giuridiche". Senza entrare nel dettaglio dell’"iter abbastanza complesso" della vicenda di Eluana Elglaro, Bagnasco ha definito il caso "emblematico" in quanto "ha evidenziato la nuova situazione venutasi a determinare in seguito a pronunciamenti giurisprudenziali che avevano inopinatamente aperto la strada all’interruzione legalizzata del nutrimento vitale, condannando in pratica queste persone a morte certa". (segue)