Il rapimento dei 15 turisti, di cui 5 italiani, avvenuto oggi ad Assuan nel sud dell’Egitto potrebbe avere "gravi effetti destabilizzanti per il Paese". Ad affermarlo al Sir è il vicario apostolico di Alessandria d’Egitto, mons. Giuseppe Bausardo. "Il turismo spiega – è la prima fonte dell’economia egiziana. Se dovesse crollare ci sarebbero cinque milioni di persone senza lavoro, e questo è un primo dato importante. Non va dimenticato, poi, che la questione della sicurezza coinvolge altri settori e non solo quello turistico, come banche e alberghi, anche se la polizia conduce una azione di controllo e di contrasto". Senza entrare nel merito dell’accaduto e se a compierlo siano stati semplici criminali o presunti terroristi, il vicario dichiara che "un ritorno al terrorismo, che gli egiziani erano riusciti a debellare fino ad adesso, avrebbe effetti destabilizzanti per tutto il Paese. Spero ci siano margini di dialogo e di negoziato per riportare alla libertà tutti i rapiti". Non è la prima volta che in Egitto turisti sono vittime di attacchi: basti ricordare le stragi, con decine di morti, nella Valle delle Regine a Luxor nel 1997, a Taba nel 2004 e a Sharm al Sheik nel 2005.