(Patrizia Caiffa, inviata Sir a Parigi). Dal diritto all’accesso ai beni (acqua, alloggio, alimentazione, ecc.) si dovrà passare, nelle società sviluppate costrette ad una decrescita dei consumi, ad un "diritto alla creazione, alla partecipazione ad un progetto comune?". Sembra di sì, secondo quanto sostenuto da Elena Lasida, direttrice del Master 2 Economia solidale e logica del mercato della Facoltà di scienze sociali ed economiche (Fasse) dell’Istituto cattolico di Parigi, che ha introdotto oggi pomeriggio a Parigi la sessione sui diritti economici, sociali e culturali nella prospettiva di uno "sviluppo sostenibile". La sessione rientra nell’ambito del colloquio universitario, in corso oggi e domani all’Istituto Cattolico, organizzato insieme a "Giustizia e pace" Francia (organismo della Conferenza episcopale francese) e centrato sul tema "Dignità umana: quale realtà a 60 anni dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo?" La responsabilità nei confronti della natura e delle generazioni future, ha fatto notare la relatrice, implica "cambiamenti radicali nel nostro modo di vivere insieme, sia a livello locale, sia mondiale". Questo esige una ridefinizione dello stile di vita e della "rappresentazione dell’umano" più centrata sulla "capacità d’azione, di relazione, di fare progetti con gli altri, quindi di creare". (segue)