L’associazione presentò inoltre un esposto al Comitato minori stranieri chiedendo una revisione delle Linee Guida che regolano i viaggi di bambini e adolescenti da paesi stranieri in via di sviluppo: secondo Aibi "questo tipo di soggiorno non deve essere concesso ai bambini orfani e adottabili come Vika , in quanto per loro deve essere perseguita la strada della famiglia e quindi dell’adozione (nel loro paese o in uno straniero); sono invece da favorire per quei minori che hanno la famiglia nel loro paese ma che possono beneficiare di questi viaggi per varie ragioni (salute, istruzione, scambi culturali)". "Ora che il processo penale è in corso afferma l’associazione in una nota -, non sono certo svaniti gli interrogativi: quali e quanti diritti erano stati negati a Vika, in primis quello alla famiglia’". Per il presidente Marco Griffini, "se è un processo per accertare le responsabilità di quanto accaduto domandiamoci appunto chi è più responsabile. Non ci siamo forse scaricati la coscienza, da italiani, rimpatriando la bambina come una criminale, senza arrivare al nocciolo della questione e senza risolvere i mille casi Vika che continuano a riproporsi ogni anno?".