"Per comprendere pienamente l’esclusione sociale di cui sono vittime queste persone suggerisce Trani si dovrebbe andare sul posto per vedere quel territorio devastato. Quando alle persone non è riconosciuta nessuna dignità, poi è difficile chiedere loro conto del decoro sociale. Le stesse condizioni all’interno delle quali sono forzatamente costretti a vivere i migranti generano altri fenomeni di disgregazione sociale e materiale". Il problema è che "ghetti" come quelli in cui vivono oggi i migranti a Castelvolturno c’erano già una ventina di anni fa a Villa Literno, "ma si sperava che fosse un fenomeno destinato a scomparire" (quello di Villa Literno fu incendiato), "invece si vanno propagando e moltiplicando, con condizioni ancora peggiori rispetto al passato". "Il Santo Padre ricorda Trani in più di un’occasione ha rilanciato la necessità di assicurare condizioni di vita dignitose alle persone a prescindere dalla loro posizione di regolarità". Quello che colpisce, secondo l’esperto, è che "questo degrado, i luoghi dove si spaccia la droga o si esercita la prostituzione sono sotto gli occhi di tutti, spesso denunciati dalla stampa, eppure l’ordine pubblico non si interviene". "Personalmente aggiunge Trani sono molto allarmato sia dalla strage sia dalla reazione violenta, ma capisco la rabbia di queste persone". (segue)