Il principio su cui si appoggiano i sostenitori della tortura è quello dell'”utilità della stessa in virtù dell’interesse della maggioranza”, basandosi su ipotetici scenari (da molti ritenuti improbabili) utilizzati per “manipolare le emozioni dell’opinione pubblica”, ha precisato Bukhari-de-Pontual. Il più usato è quello della “bomba ad orologeria”: se fosse catturato un presunto terrorista che potrebbe aver innescato quella bomba sarebbe legittimo torturarlo per estorcere la confessione e salvare la vita di molte persone? Il teorizzatore, Alan Dershowitz, docente ad Harvard, sostiene addirittura che “bisogna fare male ad un essere umano per salvare l’umanità, per cui è preferibile regolamentare la tortura e porla sotto il controllo del potere giudiziario”. E il governo Usa, ha reso noto la relatrice, ha perfino elaborato un insieme di documenti i “torture papers” che “cercano di giustificare la non-applicabilità del diritto internazionale, permettendo così la legalizzazione e legittimazione di un certo numero di pratiche crudeli, disumane e degradanti”. (segue)