DIGNITÀ UMANA: COLLOQUIO A PARIGI, "PERICOLOSI TENTATIVI DI LEGITTIMARE LA TORTURA" (3)” “” ” ” “

Il principio di “dignità umana” si presta quindi ad ambivalenti interpretazioni e “non ha più la forza di imporsi come nel 1984 con le forti affermazioni della Convenzione internazionale contro la tortura”. Per ridare forza a questo principio, secondo Bukhari-de Pontual, “bisogna rifiutare decisamente ogni teoria utilitarista fondata unicamente su scenari ipotetici e non su fatti: l’inefficacia della tortura è riconosciuta ed è facilmente dimostrabile”. “La nostra risposta deve essere un no assoluto – ha affermato – perché la tortura è un veleno che contagia e corrode tutte le società che la praticano. E tanti Paesi ne portano ancora un peso pesante”. “Serve una risposta morale che implica una responsabilità immensa – ha sottolineato – dobbiamo essere profondamente convinti che riconosciamo dignità a tutti gli esseri umani, che siano amici o nemici, perché questa dignità è il fondamento della libertà, giustizia e pace nel mondo”. La relatrice ha citato a questo proposito alcune coraggiose dichiarazioni della Santa Sede, dei vescovi americani il 3 luglio 2008, di una rete interreligiosa negli Usa e del Consiglio ecumenico delle Chiese che chiedono ai rispettivi fedeli di opporsi alla tortura.