"I beni materiali non sono una condizione irrinunciabile per la salvezza e quindi la loro acquisizione non deve diventare fine a se stessa, tale da distruggere la persona e i capisaldi della società umana". L’ammonimento viene dal metropolita Kirill, coautore col card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, del volume "L’etica del bene comune nel pensiero sociale cella Chiesa", che verrà presentato a Mosca il 26 settembre e di cui l’Osservatore Romano pubblica alcuni stralci. "Solo negli ultimi vent’anni fa notare Kirill – la differenza di reddito tra i ricchi e i poveri è aumentata a dismisura, l’economia internazionale è sempre sull’orlo di una crisi finanziaria, e come prima, milioni di esseri umani non hanno accesso alle conquiste della civiltà. Un sistema economico del genere non può certo definirsi etico". A fargli eco è il card. Bertone, secondo il quale "ciò che manca alla società giusta è la dimensione della gratuità e quindi la possibilità della speranza. La mira della dottrina sociale della Chiesa è allora quella di realizzare le condizioni di possibilità di una società fraterna". "Senza pratiche estese di dono conclude Bertone si potrà anche avere un mercato efficiente e uno Stato autorevole (e perfino giusto), ma di certo le persone non saranno aiutate a realizzare la gioia di vivere".