"Mi piace vedere il bicchiere mezzo pieno perché non ho mai creduto nelle rivoluzioni. Se la rivoluzione avesse portato ad una grande attenzione mediatica, determinata soltanto dalla necessità di essere politicamente corretti, si sarebbe avuto un risultato nell’immediato che non avrebbe garantito quello che io vorrei si realizzasse nel Paese: un processo culturale che porti naturalmente a ritenere giusto dedicare quell’attenzione, perché si crede e non perché si deve". Di ritorno dalle Paralimpiadi di Pechino 2008, Luca Pancalli, presidente del Comitato italiano paralimpico (Cip), riporta le sue impressioni in un’intervista al Sir che uscirà oggi su old.agensir.it. "Il risultato ottenuto con un processo riformatore lento è un risultato dal quale non si torna più indietro. In questo senso precisa Pancalli -, sono per la politica dei piccoli passi, piccoli ma sostenuti da un crescente grado di consapevolezza. Voglio che ci sia un’attenzione cosciente, per questo ho apprezzato che il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega allo Sport, Rocco Crimi, sia voluto venire in Cina per vedere e toccare con mano la realtà che la delegazione italiana stava vivendo". (segue)